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MASTECTOMIA, come viene fatta

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view post Posted on 9/4/2008, 20:59 Quote
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MASTECTOMIA.

Edited by serena2 - 24/9/2009, 11:50
 
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Per mastectomia (dal greco: mastòs, mammella ed ek tome, portare via da) si intende la asportazione chirurgica della mammella, momento essenziale della terapia di gran parte dei tumori maligni che colpiscono quest'organo. La exeresi può essere limitata alle sole strutture mammarie quali la ghiandola, la cute che la riveste, l'areola ed il capezzolo o allargata anche ai sottostanti Muscolo grande pettorale e Muscolo piccolo pettorale. Tempo conclusivo della mastectomia è l'asportazione delle stazioni linfatiche che drenano la linfa in direzione del cavo ascellare.
Anatomia della mammella: muscoli pettorali e linfonodi
Anatomia della mammella: muscoli pettorali e linfonodi

Questo intervento conta numerose varianti, più o meno demolitive, che vengono eseguite a seconda della gravità della malattia di base. Utile a definirla è la stadiazione, basata sulla classificazione TNM, che contribuisce anche determinare in percentuale le probabilità di sopravvivenza delle pazienti a 5 e 10 anni di distanza dall'intervento.


Tecniche di mastectomia

* Mastectomia sottocutanea (per alcuni tumori in fase iniziale e non infiltranti)

Questo intervento comporta l’asportazione dell’intera ghiandola mammaria preservando la cute della mammella ed il complesso areola-capezzolo. È l’intervento ideale quando si voglia ricostruire in contemporanea la mammella mediante inserimento di protesi.

* Mastectomia con risparmio cutaneo (Skin sparing mastectomy)

Questo intervento prevede l’asportazione della ghiandola mammaria con o senza complesso areola-capezzolo conservando in parte o completamente la cute sovrastante.

* Mastectomia radicale (malattia in stadio molto avanzato)

E’ l’intervento storicamente più antico, conosciuto anche come mastectomia secondo Halsted, nato per la necessità di asportare tumori voluminosi e destruenti e e di conseguenza concepito in modo necessariamente aggressivo anche se fortemente mutilante. Consiste nella asportazione in blocco della intera mammella compresi i due muscoli pettorali su cui poggia e dell’intero pacchetto di linfonodi che vanno dalla mammella al cavo ascellare. L’ampia demolizione non consente una ricostruzione mammaria mediante protesi e richiede interventi più complessi ed articolati in cui si utilizzano cospicui lembi miocutanei che vengono trasferiti con la vascolarizzazione propria dalla loro posizione originaria nella sede della mammella asportata.

* Mastectomia totale modificata (malattia in stadio avanzato)

Comporta l'asportazione in blocco della ghiandola mammaria, della cute sovrastante e del complesso areola capezzolo. Nell’intervento di Patey si associa la asportazione del muscolo piccolo pettorale e l'asportazione dei linfonodi ascellari. Nell’intervento di Madden si conservano entrambi i muscoli pettorali e si procede ad asportazione soltanto dei linfonodi ascellari di I livello. Questi due interventi consentono una ricostruzione mammaria ottimale in due tempi. Prima viene preparata una tasca sotto muscolare in cui viene inserito un espansore cutaneo che sarà gonfiato progressivamente e successivamente, quando si è raggiunto un volume adeguato, si sostituirà l'espansore con una idonea protesi di silicone.

* Asportazione dei linfonodi
Mammella: drenaggio linfatico
Mammella: drenaggio linfatico

Può trattarsi di una dissezione ascellare completa quando si effettua l’asportazione del pacchetto di linfonodi corrispondenti ai 3 livelli di Berg. In altri casi, come nell'intervento di Madden, si ci limita alla escissione dei linfonodi di I°livello. Quando i linfonodi sono invasi da metastasi la loro asportazione assume significato terapeutico. In altre circostanze consente una stadiazione ottimale e quindi di stabilire la opportunità della terapia adiuvante. Contribuisce infine alla valutazione prognostica.

Rispetto al passato, quando la linfadenectomia ascellare era la regola, oggi si tende a ritenere inutile e forse dannosa l’asportazione di linfonodi indenni da metastasi, almeno per le neoplasie in fase iniziale. Recentemente la scuola del prof. Umberto Veronesi ha proposto un protocollo che prevede la asportazione di un solo linfonodo, il cosiddetto linfonodo sentinella, che è quello al quale per primo giungono le metastasi tumorali. Questo linfonodo viene marcato con metodi di colorazione vitale o con sostanze radioattive. Nel corso dell’intervento, una volta individuato, viene asportato ed inviato all’esame istologico estemporaneo. Se tale indagine è negativa nel senso che non rivela focolai metastatici si può evitare di procedere alla exeresi della catena linfatica che invece viene eseguita in caso di positività dell’esame

Tiziana
 
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